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Costantinopoli 104 - Napoli
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«Napoli piace di nuovo ma ora sia all’altezza»

Corriere Della Sera - 01/12/2009

«Attenti, se tornano i cumuli di spazzatura è la fine»

NAPOLI - «I cumuli di spazzatura che ricompaiono e i giornali che rilanciano la notizia in tutto il mondo. Sono queste le cose che ci ammazzano, soprattutto nel momento in cui tocchiamo con mano un albore di risveglio turistico, una timida inversione di tendenza che ancora non è niente ma può diventare un fenomeno interessante. I viaggiatori sembrano di nuovo felici di tornare a Napoli, ma che città riusciamo a offrire e, soprattutto, come tentiamo di esaudire le loro richieste sempre più precise ed esigenti? Costa fatica ammetterlo: i turisti sanno quello che vogliono, ma la città non sempre è all’altezza del compito».
Con Clelia Santoro, proprietaria di Costantinopoli 104, un albergo a quattro stelle ambientato in un’antica dimora napoletana di fine Ottocento appartenuta al marchese Spinelli, abbozziamo un bilancio di questo ponte prenatalizio, e il primo giudizio è di quantità: «È stato un mezzo ponte dice uno short week end. Chi è venuto sabato è già partito, chi è arrivato lunedì parte domani. Tutto è rigidamente pianificato e, quindi, siamo ancora al mordi e fuggi, ma la qualità del turismo di questi giorni induce un minimo di speranza, qualcosa sta cambiando, anzi è cambiata, ma questo fa crescere le responsabilità di tutti.
Il turista cerca forti emozioni e in albergo tentiamo di esaudirle con una esposizione permanente di Mimmo Jodice e tre mostre fotografiche di Shozo Shimamoto, di Nathalie du Pasquier e di Camera 21».
C’è bisogno di remare tutti insieme, è questo che vuole dire?
«Sì, non possiamo più sbagliare affidandoci al caso e campando alla giornata, il target del turismo delle grandi città d’arte e di cultura è molto alto e bisogna porre molta cura nella scelta dell’offerta. Della spazzatura abbiamo detto ma, allo stesso modo, è terribile essere costretti a dire che un museo è chiuso per un’assemblea dei dipendenti».
I suoi ospiti si consigliano con lei, può dire quali sono le richieste più frequenti?
«La visita al musei, naturalmente, un buon cartellone teatrale, piazza Bellini con Intra Moenia e i localini caratteristici dove si gusta jazz di livello, ma il turista cerca anche momenti di folclore non strillato. Non sembri una esagerazione, ma le voci del mercato del pesce alla Pignasecca hanno sempre più estimatori. Abbiamo tutto, manca solo un pizzico di efficienza e di gusto. Qualcosa comincia ad andare per il verso giusto, però, e Jannis Kounellis, il genio dell’arte povera, mi ha confidato che Napoli è di nuovo più stimolante di tante altre capitali dell’arte. In questi giorni, ad esempio, c’è grandissimo fermento culturale, abbiamo in casa quasi tutti gli artisti che parteciperanno alla grande mostra Ritorno al barocco e le assicuro che l’evento è atteso in tutto il mondo. Noi operatori turistici riteniamo che questa sia la Napoli vincente».
Proviamo a stilare una classifica o, meglio, l’itinerario che raccoglie i maggiori consensi.
«In cima ai desideri c’è il Museo Archeologico che tutti chiedono di visitare, subito dopo ci sono la Cappella Sansevero, il Madre e una gita a bordo del City Sighthseeing che è un formidabile vettore turistico, una aorta di sontuosa carrozza a motore che entra dentro la città».
Pompei o Ercolano?
«Più Ercolano, a dire il vero».
Auto o mezzi pubblici?
«Circumvesuviana. E qui mi permetto di sollecitare che i freni siano accoglienti e, soprattutto, scortati dalle forze dell’ordine».
Capri.
«In questo momento lira poco, si rifarà a Capodanno».
Ristoranti?
«Non più solo quelli turistici e quelli sul mare. Piace la cucina classica napoletana, tipo l’Europeo, o quella raffinata di Palazzo Petnicci, ma ha tanti estimatori anche la pizza da Starita a Materdei o da Acunzo al Vomero e una full immersion a Marechiaro, al Faretto o da Cicciotto».
Alberghi o B&B?
«Vanno bene entrambi purché gli esercizi non prestino il fianco a critiche».
Si riferisce alle accuse che il presidente Pagliari ha rivolto al B&B?
e sono del tutto d’accordo con lui Molti B&B sono abusivi e tolgono una grossa fetta di mercato agli alberghi. Quando ho detto che il turismo non può vivere alla giornata mi riferivo anche a questo».

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